Radioamatori

18 dicembre 2016

Arrivato sulla banda pirata dei 27MHz, molti possono pensare che il passo verso il diventare radioamatore sia stato breve. In verita’, almeno per quanto mi riguarda, sono passati diversi anni prima di conseguire la tanto agognata patente.

In 27MHz mi divertivo, facevo qualche DX e questo mi bastava, il tempo che settimanalmente dedicavo alla radio si andava pero’ progressivamente riducendo, l’eta’ era quella della tarda adolescenza, le prime compagnie, qualche ragazza per la testa e la radio fini’ relegata in un angolo della camera accesa di rado spesso solo per fare un po’ di ascolto. Nel frattempo ci si avvicinava alla fine degli anni ’90 e la banda cittadina accusava la pesante sconfitta contro il mondo dei telefonini, sempre meno persone in radio, sempre piu’ spesso mi trovavo la domenica mattina a girare a vuoto il VFO.

In quel periodo, come ho detto prima, la mia priorita’ non era decisamente la radio, nonostante questo spesso mi trovavo con Fabio, l’ex-marito di mia sorella (al tempo ancora marito)  a parlare di Radioamatori, patenti ed esami. La ragione che spingeva lui ad interessarsi era un po’ sconfortante: lui aveva l’hobby della caccia e la sua squadra utilizzava regolarmente ed illegalmente palmari VHF per comunicare tra di loro durante le battute. Per questo motivo Fabio voleva prendere questa benedetta patente per poter finalmente girare con il suo portatile VHF senza temere multe o peggio. Certamente avrei preferito avere a che fare con un VERO  radioamatore ma a quel tempo le mie conoscenze erano piuttosto limitate e decisi che avere a che fare con un “finto aspirante radioamatore” era meglio che essere totalmente solo nel mio hobby.

Al tempo avevo un recuperato, non ricordo dove, un volantino stampato dall’ A.R.I., una sorta di introduzione al mondo dei radioamatori. Ricordo molti pomeriggi a discutere con Fabio sul tipo di patente da prendere (ordinaria o speciale), sui testi da studiare, come e dove dare l’esame… Tutto era molto campato per aria perche’, dal lato suo, non c’era nessun interesse nel mondo della radio in se, e, dal lato mio tutto sembrava troppo complicato e “distante” dal piccolo mondo della ventisette.

Come ho detto forse in un  post precedente, la passione per la radio difficilmente si spegne, a volte cova come una brace sotto uno strato di cenere e si nutre di piccole cose per restare viva e tornare a bruciare dopo anni. Per me, in quel periodo della mia vita, una di queste “piccole cose” e’ stata senz’altro quel volantino dell’A.R.I che conservavo gelosamente dentro una cartellina di documenti e che mi aiutava a rimanere aggrappato a quel impalpabile “sogno” di essere un giorno un Radioamatore con la R maiuscola.

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Single Side Band

27 gennaio 2015

Non conoscevo Enrico molto bene, per me non era molto di piu’ di un vicino di casa, di lui sapevo che era una persona molto precisa, ordinata e meticolosa. A mettermi in contatto con lui fu Franco il quale mi mise al corrente che (Enrico) era in procinto di vendere una radio, un President Lincoln.

Era l’occasione perfetta e le condizioni della radio, che Enrico mi lascio’ qualche giorno in prova, erano realmente impeccabili: era come averla comprata dal negozio. Pagai quindi volentieri la somma richiesta e la sera stessa stavo finalmente trasmettendo con una radio con la R maiuscola, avevo SSB, CW e una copertura continua da 26 a 30Mhz, era di fatto un apparato radioamatoriale economico per la banda dei 10 metri.
lincoln Basta con i “canali”, finalmente ero nel mondo dei grandi operatori, potevo anche io parlare di frequenza e sintonizzare qualsiasi segnale avessi voglia, ero letteralmente al settimo cielo.

Quell’inverno e l’estate successiva furono quasi interamente dedicati a riempire log con nominativi pirata provenienti dal famoso watering hole 27.555Mhz, nessun paese sembrava troppo lontano e, per sugellare definitivamente il mio ingresso nel mondo dei pirati, mi munii di uno ZG BV 131 amplificatore lineare da 200W. Tralascio qualsiasi commento su quest’ultimo oggetto, era realmente un generatore di porcherie e la qualita’ costruttiva interna era imbarazzante, anche agli occhi di un novizio come me. Credo che l’unica cosa che sopravvisse alla sua successiva cannibalizzazione furono gli interruttori del pannello frontale, tutto il resto fini’ nel bidone.Zetagi BV131

Fu quello un periodo entusiasmante, ricordo pomeriggi interi passati a inseguire il DX, ad ascoltare stazioni esotiche dai prefissi rarissimi. Capii allora che si trattava di DX-pedition, ovvero di appassionati  che dedicavano tempo e denaro a trasmettere da posti remoti e spesso inospitali per dare l’occasione ad altri come me di collegarli. Credo che l’essenza della radio stia tutto qui. Voglio dire: quanti di noi hanno provato a spiegare a qualcuno l’emozione di un DX che spesso si riassume in pochi secondi di un appena intellegibile segnale? Lo so, le prime volte ci si prova a far capire agli altri, dopo di che si rinuncia perche’ la radio e’ una di quelle cose che o si e’ dentro, o si e’ fuori. E chi e’ fuori non capisce, cade nell’inevitabile paragone tra la radio e i moderni mezzi di comunicazione ritenendo la radio qualcosa inesorabilmente relegata al passato.

Questa e’ la maledizione (o forse la benedizione) del nostro hobby: non si tratta di qualcosa di popolare, non e’ qualcosa di semplice ed immediato, bisogna avere pazienza, passione e in certi casi faticare per ottenere risultati. Queste caratteristiche lo collocano abbondantemente al di fuori dalla “zona” degli hobby mainstream: qui non si parla di pallone, di auto sportive o di videogiochi; qualcuno si rammarica che della scarsa popolarita’ dell’essere OM, a ben vedere ritengo che, se il nostro “ecosistema” e’ tutto sommato ancora vivo, lo si debba proprio alla sua connotazione di nicchia.

I pirati… de noartri

19 gennaio 2015

Non ricordo esattamente come scoprii l’esistenza dell’SSB e della banda degli 11 metri, forse fu uno dei tanti conosciuti in radio che tiro’ in ballo l’argomento. Quello che ricordo e’ che un sabato pomeriggio, mentre stavo chiacchierando sulla CB, uno dei tanti operatori mi disse che stava andando al passo della Mola in auto per fare un po’ di attivita’ su questa misteriosa banda. Complice la noia del lungo pomeriggio non me lo feci ripetere due volte e mi feci trovare sotto casa, pronto a questa nuova esperienza.

Arrivati al passo, con una semplice combinazioni di tasti Giacomo trasformo’ il suo normale CB in una radio per gli 11 metri con emissione in banda laterale, ricordo che questo fatto mi lascio’ a bocca aperta, c’era un qualcosa di proibito per cui bisognava nascondere il fatto di operare su questa banda, ecco perche’ alcuni CB dell’epoca uscivano di fabbrica con la possibilita’ di attivare i 40 canali superiori senza modifiche hardware.

Dopo qualche minuto di ascolto iniziarono ad ascoltarsi nominativi allora a me sconosciuti, 1AT… 14SD… 3AT. Ecco, mi disse Giacomo, questo e’ un brasiliano, ora provo a chiamarlo. Brasile? Stai scherzando vero? pensai. Quando mai mi era capitato di ascoltare il Brasile da casa mia? Quando ascoltavo qualcuno dal ponente era gia’ festa grande!

La sorpresa fu ancora piu’ sensazionale quando Giacomo, attivato l’amplificatore lineare da 300W che teneva nascosto sotto il sedile, fece una chiamata e passo’ senza problemi. Brasile messo a log, in quattro e quattr’otto, con un’antenna veicolare e parlando un portoghese a dir poco stentato.

I collegamenti si susseguirono quel pomeriggio, nord Europa, Argentina, Russia, Spagna ma la mia mente era da un’altra parte, avevo per la prima volta attraversato l’oceano con una stazione radio tutto sommato improvvisata e con un antenna ridicola se comparata alla mia 5/8 d’onda, era arrivato per me il momento di fare il salto di qualita’ ed entrare nel mondo degli 11 metri.

Un pomeriggio passato da Frassinetti e una ventina di euro di investimento e il mio Alan 18 fu in grado di sintonizzare, grazie ad una modifica interna, i 40 canali superiori ed inferiori alla CB. Non mi pentiro’ mai abbastanza di questa modifica: oltre a rendere la radio piuttosto instabile, la modifica si rivelo’ di fatto inutile visto che sintonizzare stazioni SSB a sintonia variabile con una radio AM canalizzata non puo’ essere altro che pura frustrazione.

Ad essere onesti, a forza di rompere le scatole con i miei segnali AM qualcuno si degno’ finalmente di rispondere. Fu cosi’ che conobbi Franco e Carlo, due amici che al tempo non abitavano lontano da casa mia. Con il tempo divennero i miei mentori sugli 11 metri e, devo dire, che fu una fortuna avere due persone in gamba come loro ad affiancarmi. Imparai ad ascoltare i segnali prima di chiamare, capire quando una stazione era interessata alle nostre chiamate, quando invece cercava il DX, da che angolo del mondo un particolare prefisso arrivava… insomma, si puo’ contestare quello che si vuole agli 11 metri ma, con le dovute precauzioni, la considero un’ottima palestra per OM.

Manca un passaggio, vi sarete accorti. Con un Midland Alan 18 sebbene modificato si puo’ fare ben poco in 11 metri, e’ il momento di introdurre la mia seconda radio