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Tanti auguri… a me!

2 Febbraio 2009

Tanti auguri!

Tanti auguri!

Benchè il mio compleanno cada oggi, 2 febbraio, i regali in questo week end sono iniziati ad arrivare già da venerdì sera!
Iniziamo con l’iscrizione all’ARI: ebbene sì, dopo lunghe riflessioni, ripensamenti e contrattempi, ce l’ho fatta. Venerdì, autorizzazione generale (e soldi) alla mano, mi sono presentato in sezione a Sestri dove ho espletato la burocrazia necessaria all’iscrizione… poche firme e una fotocopia e sono entrato ufficialmente a far parte della grande e controversa famiglia dell’ARI. Sono contento di averlo fatto e spero di contribuire nel mio piccolo a migliorare la vita della sezione e chissà, magari dell’ARI stessa. Inutile dire che mi ha fatto enormemente piacere (come al solito) incontrare i vecchi e i nuovi amici della sezione di Sestri; farei due chiacchiere con loro ogni sera e magari è la volta buona che mi prendo un portatilino per i 2 metri e lo faccio veramente!
Non scherziamo! Che qui mi legge anche il buon Marco, IZ1DFF con il quale stiamo organizzando qualche serata CW; anche questo è stato un bel regalo di compleanno, aver trovato una persona come lui con la quale condivido molti punti di vista, oltre che la passione per la radio; spero veramente di riuscire a collegarlo con la mia stazione “ridicola”, sarebbe un ottimo modo per fare un po’ di esercizio “live” con il CW.
Altro aspetto positivo di questo week end è che mi sono deciso a scendere in box, spacchettare le radio che erano finite nelle loro scatole prima del matrimonio (per motivi di spazio) e sistemarle di nuovo ben in vista, pronte ad entrare in funzione.
Mi sto infine preparando per un week end SOTA, ma a questo dedicherò, tempo permettendo, un post tutto suo…

73 de
IZ1KSW – Gabriele

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L’era di internet, nel paese delle carte bollate

29 Gennaio 2009

Tra poco sarò un membro effettivo dell’ARI.
Lo sarei già da tempo, se fosse possibile registrarsi tramite il sito, un’operazione abbastanza semplice se ci pensate: uno inserisce i propri dati, la propria carta di credito, paga il dovuto e puff… diventa membro dell’ARI. Una miriade di siti funzionano in questo modo e ti permettono di associarti a una qualsivoglia associazione con pochi click, senza dover per forza uscir di casa.
Insomma, quel che voglio dire è che trovo assurdo, oltre che un po’ svilente per la categoria dei radioamatori, che il sito istituzionale dell’associazione sia così obsoleto… ecco, l’ho detto.

commodore 64

commodore 64

E non parlo del sito che era online qualche mese fa, su quello stendo un velo pietoso, sembrava un sito fatto nel ‘90… Il sito attuale è provvisorio, ed è frutto della buona volontà di un operatore che non prende un soldo dal lavoro che fa… questo a mio avviso non è accettabile; non è accettabile perchè non stiamo parlando del sito degli “amici del quartiere”, stiamo parlando di un sito istituzionale di un’associazione a livello nazionale la cui creazione/gestione non può e non deve essere affidata ad una persona, socio o meno, confidando nella sua buona volontà. Per come la vedo io, andrebbero messe per iscritto delle linee guida per la creazione del sito, andrebbe stabilito un budget e lo sviluppo e la gestione del sito andrebbe messa in mano a un’azienda che fosse in grado di garantire il corretto funzionamento del sito, l’aggiornamento dei contenuti ecc…
Solo in questo modo si potrebbe avere un sito veramente interattivo, dove iscriversi, rinnovare le iscrizioni, partecipare a discussioni, scaricare pdf di Radio Rivista…
Non faccio confronti con siti gemelli a livello internazionale però il fatto che al link “notizie” del sito attualmente online si legga il feed dello sport di ansa.it, dovrebbe far pensare: mancano i contenuti? o manca la professionalità?

73 de
IZ1KSW – Gabriele

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Una giusta riflessione

22 Aprile 2008

Tempo fa leggevo un post di Jeff, KE9V nel quale esprimeva la sua soddisfazione nel notare che ICOM america aveva iniziato a dare la giusta importanza ad un bacino di utenza solitamente sottovalutato: i pensionati.
Questo post mi ha fatto molto riflettere sia sulla situazione molto differente che esiste tra Stati Uniti e Italia in fatto di avvicinamento all’attività radioamatoriale, sia sul fatto che anche in Italia esiste un bacino potenzialmente enorme di persone che hanno terminato l’attività lavorativa e che si dedicherebbero volentieri ad un hobby che stimoli la loro mente e non li costringa a narcotizzarsi di televisione e noia.
In Italia, almeno per quanto conosco io, non esiste un attività capillare di diffusione della conoscenza del nostro servizio: quasi sempre, quando parlo di radioamatori a miei coetanei (fra i 20 e i 30 anni), mi accorgo di parlare a persone che non hanno neppure lontanamente idea di cosa sia un radioamatore tanto è vero che spesso mi trovo a spiegare da zero le caratteristiche della nostra attività.
Le associazioni sembrano non avere interesse o sufficiente forza per diffondere questo tipo di conoscenza e i radioamatori tendono a diventare una sorta di società segreta con propri codici destinata a scomparire o a ridursi drammaticamente.
Penso ad eventi come il Field Day o come lo JOTA JOTAottime occasioni di incontro all’aria aperta, quale evento migliore per fare avvicinare i giovani, i bambini, le nostre famiglie alla nostra attività? Eppure in Italia non mi pare esista nulla del genere o, se esiste, è talmente poco publicizzato da ridursi ad un evento locale senza alcuna rilevanza a livello nazionale o internazionale.
Non so se questo sia dovuto al fatto che i radioamatori volenterosi, con tempo a disposizione e abili nel divulgare la propria passione sono pochi (in verità non lo credo), ma penso che, se fosse questo il problema, si potrebbero risolvere due punti in una sola volta stimolando le persone di una certa età a diventare radioamatori: essi di sicuro sarebbero contenti di imparare qualcosa di nuovo e di rimando potrebbero essere preziosi per l’organizzazione di eventi radioamatoriali collettivi che avvicinerebbero molti giovani al nostro hobby.
Smettiamola quindi di pensare che i giovani siano solo attratti da internet e videogiochi o che gli anziani debbano dedicarsi esclusivamente a “guardare gli scavi”: stiamo parlando delle due fondamentali risorse che abbiamo a disposizione per diffondere e fare crescere il nostro bel hobby.

73,
IZ1KSW

P.S. In questo articolo ho definito “anziani” le persone in pensione, spero di non essere frainteso vista la connotazione negativa che la parola anziano spesso assume. Personalmente la considero tutt’altro che negativa e riconosco il grande valore che queste persone hanno.

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