Una vita in qrp

By Gabriele

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radio qrp

C’è chi qrp lo diventa col tempo, c’è chi ci nasce, c’è chi lo è per scelta e chi, come me, per necessità. Fattostà che la scelta di operare con potenze molto basse (QRP per gli addetti ai lavori) sta diventando sempre più di moda, sempre più “cool”.
Ora, una riflessione: a me piace fare qrp perchè mi permette di infilare una stazione in uno zaino e di operare praticamente da qualsiasi posto mi venga in mente, inoltre il qrp si sposa alla grande con l’autocostruzione, con lo studio e l’ottimizzazione delle antenne, dei sistemi di alimentazione: questo ottimizzare, risparmiare, ridurre, semplificare mi sembra sia in perfetta sintonia con quella che è o forse sarà la nostra vita nei prossimi anni.
Mi spiego meglio: ultimamente si sente parlare sempre più spesso di energie rinnovabili, di risparmio energetico, di ottimizzazione degli impianti domestici e tutto questo a causa del petrolio che è diventato un bene di lusso. La gente sta affinando l’ingegno: per poter risparmiare si montano pannelli solari sul tetto, si acquistano stufe a legna, si cambia fornitore energetico, si punta su automobili ibride, si isola la casa e la sera, prima di andare a letto si controlla che non ci siano led di stand-by accesi…
Se vogliamo questa potrebbe essere vista come un’involuzione visto che in certi casi si rivisitano tecniche e tecnologie che molti considerano superate da decenni, invece no: si tratta di un evoluzione, dettata dal bisogno certo, ma pur sempre un evoluzione!
Permettetemi quindi di vedere un parallelo tra la vita di tutti i giorni e l’attività radioamatoriale che trova nel qrp non un ritorno al passato, ma una rivisitazione del passato stesso in chiave moderna sottolineando e valorizzando le capacità tecniche e operative di ogni radioamatore.
Vedrò di ricordarmi di questa mia “sentenza zen” la prossima volta che i miei 5w non saranno sufficienti per uscire dal mio giardino… viva il qrp! HI!

73 de
IZ1KSW – Gabriele

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9 Risposte a “Una vita in qrp”

  1. Alberto, IZ0CEZ Dice:

    Il QRP è una degli aspetti di sfida che conferma che la radio è viva! Il QRP è sfida … e quante volte ho detto che uno delle mancanze delle nuove generazioni e la non-abitudine a sfidarsi…
    Tutte le tecnologie più consolidate, esattamente come le attività sportive, diventano affascinanti se ci si muove in condizioni estreme.
    Arrivare all’ultimo piano del palazzo sembra una banalità… ma non lo è più se si rinuncia a scale ed ascensori.
    E poi fammi dire che il QRP è il vero differenziatore rispetto ad Internet. Dài: quanti possono dire di chattare “low power”? :-)

  2. Gabriele Dice:

    Ciao Alberto!
    Eh già, la chat qrp power non l’hanno ancora inventata!
    Come ho già detto trovo che la scintilla, il fascino vero della radio almeno per me, stia proprio nel riuscire a collegare stazioni lontane migliaia di km con una potenza che non è neppure sufficiente ad accendere una lampadina!
    Certo, a volte può essere frustrante, ma anche la pazienza fa parte del buon operatore qrp, mi sto allenando anche sotto questo punto di vista :)

    73 de
    IZ1KSW – Gabriele

  3. Marco IZ1DFF Dice:

    Ciao Gabriele, ritrovo molto di me in quello che hai scritto! Il QRP spesso è una necessita che deriva dalla voglia di essere operativo ad ogni costo! Poi, col tempo si inizia ad assaporare un gusto particolarmente piacevole facendo collegamenti QRP soprattutto con radio autocostruite anche se solamente in Kit.
    Il QRP non è comunque un punto di partenza ma , secondo me, ci si arriva piano piano e il godimento diventa , a quel punto, estasi!

    73 Marco IZ1DFF

  4. Gabriele Dice:

    Ciao Marco,
    assolutamente daccodo, ho provato sulla mia pelle ad iniziare con il qrp e posso dire di aver avuto tante delusioni: chi inizia non conosce le bande, non conosce la propagazione e tutte le malizie che aiutano ad operare in qrp. Non che adesso sia un grande esperto, intendiamoci ! :)
    Sul tuo sito vedo un immagine che spiega più di mille parole quel che è per molti il qrp: una tenda, una radio e una cima: serve altro?

    73 de
    IZ1KSW – Gabriele

  5. michele Dice:

    sono daccordo, su tutto quello che dici.ci vorrebbe, più comprensione,da parte di chi acquista apparati di svariati migliaia di euri.ciao i0wv

  6. IV3MIR Gabriele Dice:

    Voglio dire anchio la mia;
    quando ho iniziato la mia attività di radioamatore,sono stato costretto da ristrettezze economiche ad usare per vari anni uno Yaesu FT7 (prima serie,con 10 W in uscita)acquistato di terza mano, che utilizzavo con profitto in fonia usando una antenna verticale e dipoli autocostruiti.Poi piano piano ,in tempi successivi sono passato ad un apparato in qro .
    Devo dire che ho un bel ricordo dei bei tempi passati,quando in qrp fonia ho collegato tutti i continenti,con soddisfazioni e divertimento per i risultati ottenuti.Tuttora uso spesso lo stesso apparato (modificato) per abbassare la potenza sotto i 5 w ed uscire in CW e rivivo spesso le stesse emozioni di un tempo.
    Sono daccordo su tutto quello che avete detto in proposito.QRp è bello ,interessante ed economico.
    Il QRP darà un senso anche all’attività dei radioamatori del futuro.

    IV3MIR Gabriele I-QRP CLUb#219

  7. Gabriele Dice:

    Michele, Gabriele, lieto di leggervi per la prima volta sul blog.
    In effetti ammetto che ci sono volte in cui invidio chi si può permettere apparati da migliaia di euro con filtri, filtrini e soprattutto tanta potenza… spesso farebbe comodo. Poi penso quanta soddisfazione ci sia a portare a termine un qso qrp e penso che in fondo ne valga la pena. Per questo non condanno chi può utilizzare apparati qro e neppure chi ne abusa… penso faccia parte del gioco, c’è sempre chi preferisce ottenere il massimo con il minor sforzo, inutile dire quanto sia di maggior valore chi fa il contrario utilizzando appunto il qrp

  8. michele Dice:

    Che dire, oggi comprano un apparato che costa migliaia di euro. E poi? vanno in qrp. Qrp non significa, solo bassa potenza.Quando ho cominciato io la mia prima radio a galena l’ho costruita in una cassetta di pomodori nel 1958. Questo perchè non vi era materiale a sufficienza come oggi. Dieci anni dopo feci il mio primo trasmettitore. A quel punto cominciai a pensare come ridurre le dimensioni.Valvole miniature, si cominciavano a trovare i componenti in cera, gbc con un catalogo abbastanza fornito. Diciamolo: sono stati i famosi anni sessanta. Stiamo nel 2008 io stò ancora giocando con il saldatore. E non ditemi che non si trovano più componenti, è una scusa bella e buona. i0wv michele

  9. Gabriele Dice:

    Carissimo Michele,
    ascoltando una persona che dimostra di avere così tanta esperienza in ambito di autocostruzione non si può far altro che stare a sentire ciò che ha da raccontarti. Concordo pienamente quando dici che per chi ha voglia di fare i componenti si trovano: le fiere sono piene di materiale surplus che magari è invenduto da anni. Il problema, Michele, credo che stia nel fatto che spesso mancano le capacità e la conoscenza per mettersi ad assemblare qualcosa. Ok, fin che si tratta di saldare componenti su kit preconfezionati è tutto facile, ma quando si inizia a dover scegliere il valore di resistenze, condensatori ecc… sono dolori. Questo di sicuro non è colpa dei radiamatori che sono poco preparati, spesso è colpa dei tempi in cui viviamo che ci permettono di avere strumenti elettronici sofisticatissimi senza farci capire cosa ci stà dentro, senza darci la possibilità di metterci le mani per riparare, modificare… Se si rompe un lettore dvd che si fa? Si butta e se ne compra uno nuovo. In questo permettimi di dire che le cose sono molto cambiate rispetto agli anni 70, in cui quasi chiunque aveva in cantina un angolo dove poter riparare oggetti elettronici.

    73 de
    IZ1KSW – Gabriele

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