Che gli italiani siano un popolo esterofilo non è un mistero.
Personalmente però non mi sono mai considerato uno sfegatato sostenitore del “made out Italy”, quel poco che ho pututo vedere in giro per il mondo fin ora mi ha aiutato a sviluppare un discreto senso critico nei confronti di ciò che accade o viene prodotto all’estero.
Per quanto riguarda il mondo radioamatoriale però, per quanto mi sforzi, il piatto della bilancia pende sempre dalla parte del “resto del mondo”. In particolare, nell’ultimo mese, sono entrato in contatto con tre realtà dell’ecosistema radioamatoriale anglosassone che mi hanno incuriosito a tal punto da farmi riflettere se non sia il caso di traslocare oltremanica o, per lo meno…. sottoscrivere qualche abbonamento! Ma procediamo con ordine:
RSGB: ovvero l’associazione radioamatori inglesi, l’equivalente della nostra ARI. Devo ringraziare Enrico IZ1MKZ se mi è capitato tra le mani un numero (a caso) della loro rivista istituzionale RadCom… finalmente una pubblicazione che non fa vergognare di essere radioamatori: (molti) progetti di autocostruzione, idee per la realizzazione di antenne portatili, un bell’articolo sull’Hamvention di Dayton, micro-articoletti riguardanti interessanti iniziative molte rivolte ai giovani e giovanissimi radioamatori che danno l’idea di quanto tengano gli inglesi a diffondere la passione per la radio. Il tutto con una veste grafica semplice ma accattivante che non guasta.
G-QRP club: è un club di operatori qrp internazionale, forse il più famoso, fondato nel ’74 dal revedendo George Dobbs (un gran personaggio). Pubblica 3 volte all’anno un giornalino “Sprat” in formato A5, sempre Enrico ha avuto la gentilezza di prestarmene una copia ed è davvero una miniera di infomazioni e idee per chi si dedica all’autocostruzione: schemi di circuiti, modifiche di apparati e un’interessante parte editoriale. Il club inoltre gestisce tanti diplomi e trofei che incoraggiano i più pigri a non arrendersi alle prime difficolta del qrp. Collegare un’altra stazione qrp già di per se è libidinoso, come ho potuto sperimentare nell’attivazione del monte Antola, poter partecipare ad un evento organizzato dal gqrp e trovare in aria centinaia di stazioni operanti in qrp penso che sia un vero spettacolo. Date un occhio al sito, ci sono tante altre lodevoli iniziative che non ho citato.
FISTS: ovvero il club per la diffusione e la conservazione del CW (manco fosse una specie in via di estinzione, hi!). Esiste qualcosa del genere in Italia, si tratta del gruppo di telegrafia.it di cui ho già parlato in passato che sta facendo un ottimo lavoro in questo senso, sono onorato e felice di poter dire che anche qui da noi ci sono tanti OM che si dedicano con grande impegno alla diffusione e all’insegnamento della radiotelegrafia. Tornando al FISTS, si tratta di un associazione nata negli stati uniti ma ne esiste una versione europea con quartier generale in gran bretagna. Il fine del club l’ho spiegato, i mezzi per raggiungerlo sono svariati: si inizia da una sorta di codice di comportamento in frequenza in cui si incoraggia l’utilizzo della bassa velocità per permettere ai meno esperti di partecipare ai qso, si offre una lista di frequenze su diverse bande dove poter collegare altri membri dell’associazione, si organizzano eventi (per citare quello che si legge sul sito) in un clima rilassato e divertente che non consistono in un semplice scambio di 599001 TU.
Questo tipo di associazioni mi fa ben sperare per il futuro che spesso non mi sembra tanto roseo, sto seriamente pensado si sottoscrivere qualche abbonamento giusto per avere qualcosa di interessante da leggere quest’inverno!
73 de
IZ1KSW – Gabriele
English Version (Google translated)



